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The official journal of the European Communities reports since 2000 “Equitable distribution of health care is a principle subscribed to in many EU countries, as are universal rights to health care access” and this is reflected in the Charter of Fundamental Rights of the European Union: article 35 states that “Everyone has the right of access to preventive health care and the right to benefit from medical treatment under the conditions established by national laws and practices”. Even where universal access to health services is formally in place, as Busse 2006 said, individuals can face a range of barriers hindering the actual utilization of that service. If persisting inequities in access are to be addressed it is necessary to look beyond the assumption of universal coverage. Barriers to access may stem from factors within the health system itself (i.e. at the supply side) or be due to patient-related (demand side) aspects. Inequality of access at the demand side is related to the characteristics of the potential service users, such as income, age, gender, cultural background, health literacy, or health beliefs. Supply-side barriers may be due to: gaps in population coverage of health -insurance; scope of the public health benefit package (‘health basket’); financial factors such as cost-sharing; geographical factors such as distance; organizational factors, including waiting lists and opening hours; lack /appropriateness of information. The right to physical and mental health is a fundamental human right, however millions of people worldwide have no access to basic healthcare services and cannot afford even the most basic medicines.  The right to health is consistently violated as regulatory frameworks fail to protect people.  This is particularly true in countries where rights are underregulated and the poor, indigenous and marginalized go unprotected by their governments.  According to the World Health Organization, about 2 billion people lack access to even basic healthcare.  Millions of women die needlessly from lack of care during childbirth.  More than 11 million people die from infectious diseases because they cannot afford basic medicines.  As health and health research is privatized and patented, those who cannot pay are excluded, and the poorest are condemned to a life of anxiety, pain and poverty.  In too many countries access to basic health services is severely limited. Commitments for assistance from the international community are variable and provided for finite periods. Financial support of this kind doesn’t allow for the long-term investments needed to build a comprehensive health care system, such as infrastructure and training the necessary personnel. Despite the huge quantity of good intentions declaimed, the rich part of globe has not the moral capability to really help the poor one.
 
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Il core business professionale dello Studio è costituito dalla erogazione di assistenza professionale specialistica di carattere umanistico e sociale, che non si sovrappone ne interferisce mai con le attività dei professionisti iscritti agli albi di categoria,  riservata ai managers di strutture sanitarie, socio sanitarie e assistenziali, pubbliche e private, affiancandoli in outsourcing sulle problematiche di percorso concernenti  principalmente i seguenti elementi, che restano sempre di loro intera pertinenza decisionale e professionale:
 
·         Autorizzazioni al funzionamento e successivo Accreditamento
·         Contratti e Convenzioni con enti pubblici territoriali e con privati
·         Organizzazione strutturata dei servizi erogati
·         Controllo di gestione integrato 
·         Revisione dei processi di produzione dei servizi e delle linee di integrazione 
·         Finanza e sostegno agli investimenti
·         Pianificazione progettuale dell'esercizio gestionale
·         Qualità e formazione del personale
·         Normative (funzionali – Tecniche - Haccp – Sicurezza e Prevenzione)
·         Marketing e Sviluppo

Si tratta di azioni tecniche da realizzare sempre e comunque nel pieno rispetto della Carta dei diritti degli anziani

La Carta è stata presentata nel novembre del 1995 sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio degli Organi Istituzionali. L'iniziativa promossa dall'E.I.S.S. (Ente Italiano di Servizio Sociale), alla quale hanno aderito numerosi enti e associazioni, si propone di realizzare quei punti programmatici della Carta stessa con l'obiettivo di dare attenzione e risposta alle esigenze della popolazione anziana nel Paese che, a fronte della sua continua crescita, non trova adeguato spazio che le risorse di cui è portatrice dovrebbero offrirgli.

Art. 1. Diritto degli anziani ad accedere alla "qualità totale" del vivere umano in cui consiste la sostanza del bene comune.

Art. 2. Diritto al mantenimento delle condizioni personali dell'anziano al più alto grado possibile di auto sufficienza sul piano mentale, psichico e fisico.

Art. 3. Diritto alle cure preventive e riabilitative di primo, secondo e terzo grado.

Art. 4. Diritto ad ottenere gratuitamente le cure e gli strumenti necessari a restare in comunicazione con l'ambiente sociale e ad evitare il degrado fisico e psichico: protesi acustiche e dentarie, occhiali e altri sussidi atti a conservare la funzionalità e il decoro della propria persona.

Art. 5. Diritto a vivere in un ambiente familiare ed accogliente.

Art. 6. Diritto ad essere accolti nei luoghi di ricovero alloggiativo od ospedaliero da tutto il personale, compresi i quadri dirigenti, con atteggiamenti cortesi, premurosi, umanamente rispettosi della dignità della persona umana.

Art. 7. Diritto degli anziani ad essere rispettati ovunque nella loro identità personale e a non essere offesi nel loro senso di pudicizia, salvaguardando la loro intimità personale.

Art. 8. Diritto ad avere garantito un reddito che consenta non solo la mera sopravvivenza, ma la prosecuzione di una vita sociale normale, integrata nel proprio contesto ed in esso il diritto all'autodeterminazione e all'autopromozione.

Art. 9. Diritto a che le potenzialità, le risorse e le esperienze personali degli anziani vengano valorizzate ed impiegate a vantaggio del bene comune.

Art. 10. Diritto a che lo Stato - con il generoso apporto del volontariato e la paritaria collaborazione del settore non-profit - predisponga nuovi servizi informativi-culturali e strutture atte a favorire l'apprendimento di nuove acquisizioni mirate a mantenere gli anziani attivi e protagonisti della loro vita, nonché partecipi dello sviluppo civile della comunità.

Dopo la presentazione della Carta dei Diritti degli Anziani è sorto il Comitato Italiano per i Diritti degli Anziani con l'intento di:

• Promuovere una nuova cultura sugli anziani e per gli anziani.

• Rendere concreta l'esigibilità dei diritti.

• Informare l'opinione pubblica anche con iniziative culturali e formative e con la partecipazione di anziani.

• Promuovere la cooperazione tra gli organismi impegnati al servizio degli anziani.

• Sollecitare politiche sociali innovative, in una logica di servizi sociali integrati e nel rispetto della persona anziana.

• Collaborare con gli enti territoriali pubblici e/o privati ivi comprese le Associazioni dei Geriatri.

È necessario ricordare che oltre un quarto della popolazione italiana e' costituita da anziani ultrasessantacinquenni e il numero degli ultrasettantacinquenni tende a raddoppiare. 

Non va dimenticato che essi si presenteranno come anziani-giovani, sani e vitali e chiederanno alle forze politiche e sociali di poter continuare il loro impegno nella società.

In questa prospettiva gli anziani rappresenteranno non un peso per la collettività, ma una grande risorsa culturale, morale e sociale, espressa tramite l'affermazione di una importantissima curva dell'esperienza di vita vissuta che solo l'integrazione sociale più estesa permette di diffondere a beneficio di tutti. 

   
"La centralità della persona umana con la totale fruibilità dei diritti fondamentali dell'uomo senza distinzioni di alcun genere, il pieno rispetto della dignità personale, identitaria, fisica, morale e psichica, garantite integralmente anche quando queste non possano essere affermate dal singolo individuo, sono le fondamenta della cultura umanistica e sociale che orientano ogni possibile azione o progetto di questo Studio di Consulenza. "

                                                                                                                           Dr. Maurizio Mori 







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